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UN EREMO FRANCESCANO DEL MONTE PENNINO

La montagna di Francesco di Assisi

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Se c’è stato un uomo che ha percorso in lungo e in largo le montagne dell’Appennino tra il Lazio, la Toscana, la Romagna, l’Umbria e le Marche, cantandone la natura e guardandola come un immenso tempio a cielo aperto, questo è stato sicuramente Francesco d’Assisi. Otto secoli non hanno cancellato l’impronta del suo passaggio, che sembra tuttora risuonare tra le rocce, i boschi e le vette di queste montagne.

La sua vita, breve ma intensa, dopo la conversione si divise sempre tra la spinta d’amore verso il mondo — che lo portava a farsi pellegrino di borgo in borgo per predicarvi la povertà — e l’anelito struggente verso l’assoluto, che lo spingeva a cercare la solitudine nel cuore inaccessibile della montagna, nei luoghi dove la roccia si fa nuda e il silenzio diventa totale. Molti segni del suo passaggio si rintracciano tuttora nei numerosi eremi montani, nelle grotte e tra i boschi dove si ritirava per lunghe quaresime di preghiera.

Per suggestione e per bellezza, tra i più conosciuti spiccano l’Eremo della Verna — diamante di pietra incastonato tra i boschi millenari del Casentino, là dove l’alto Arno muove i primi passi — e l’Eremo delle Carceri, aggrappato alle rughe del Monte Subasio che domina Assisi; nelle sue grotte è ancora possibile rintracciare la quiete mistica che custodiva la preghiera di Francesco e dei suoi primi compagni.

Eremo della Verna
L’eremo della Verna raccolto tra le rocce e i boschi della montagna

La grotta di San Michele nel silenzio del Monte Pennino

Tra i luoghi che hanno conservato la memoria di Francesco d’Assisi vi è il solitario Monte Pennino, dalle cui pendici prendono vita fiumi importanti come il Topino, il Potenza e il Chienti. Nella quiete dei boschi del versante occidentale sorge l’antico Eremo di Sant’Angelo, noto anche come Eremo di Sant’Angelo de Bagnara. Il luogo, caratterizzato da un antro naturale nel cavo di una piega della roccia, custodisce una sorgente d’acqua, elemento essenziale per chi vive e frequenta i boschi della montagna. Addossati alla cavernetta si ritrovano, infatti, i resti di una piccola cappellina, segno di presenze umane stabili nel tempo. Edificata nel periodo longobardo e consacrata al culto di San Michele Arcangelo, nel XIII secolo il romitorio appartenne ai monaci camaldolesi di Santa Croce di Sassoferrato, lasciando supporre la presenza di una piccola comunità religiosa. La presenza dell’acqua e di San Michele riportano il luogo ai numerosi santuari terapeutici dell’Appennino.

La Grotta Sant’Angelo al Monte Pennino. Anticamente alla grotta era addossata una cappellina risalente al periodo longobardo

Questo dato concorderebbe con il fatto che l’eremo divenne presto uno dei rifugi più intimi e amati da Francesco d’Assisi — devotissimo all’Arcangelo —, che ne frequentò le grotte e i silenzi fin quasi alla fine dei suoi giorni. La presenza del Santo alle pendici del monte è documentata nelle sue biografie più antiche; nella Leggenda Perugina, infatti, si racconta:
«Dopo un soggiorno a Siena e a Celle di Cortona, venne Francesco presso la chiesa della Porziuncola, e di qui si recò poi nel Luogo di Bagnara, sopra la città di Nocera, per dimorarvi. Colà era stata appena edificata una casa per i frati, e il Santo vi abitò per molti giorni».

Fu proprio durante questo soggiorno a Bagnara, nell’estate del 1226, che i compagni lo condussero lassù per alleviare la sofferenza provocatagli dai malanni, affinché trovasse un po’ di sollievo nella frescura della montagna e, forse, nella speranza che l’acqua sgorgante dalla roccia potesse sanarlo. Tuttavia, per timore che il Poverello potesse morire fuori dai confini del proprio comune — privando la città delle sue preziose reliquie —, gli Assisani inviarono una scorta armata sul Monte Pennino per prelevarlo e ricondurlo d’urgenza all’interno delle mura cittadine.

L’eremo si può raggiungere abbastanza agevolmente lungo i sentieri del Monte Pennino, sia partendo da Bagnara che da Colle Croce, ripercorrendo le tracce delle antiche mulattiere che conducevano gli armenti e le greggi ai pascoli alti della montagna.

MONTE PENNINO_Grotta S.Angelo – come arrivarci

La Grotta S. Angelo sul Monte Pennino (1571 m), “Santuario di S. Angelo “de Bagnara sive de Appennino”   si trova alla quota di 1083 m sul versante occidentale della montagna, che appartiene all’anticima Colle della Croce (1534 m).

Si raggiunge per sentieri abbastanza comodi partendo dai centri abitati  di Bagnara ( 640 m)  oppure di Colle Croce (872 m).

Per l’itinerario e i dati GPS collegarsi al sito https://www.outdooractive.com/it/route/escursione/folignate/da-bagnara-di-nocera-umbra-alla-grotta-s.-angelo-di-monte-pennino/345768689/?share=%7E3sorshoc%244ossohyi

scheda escursione a Montelago